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Chè la diritta via era smarrita ... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 11 Gennaio 2010 14:12
Nello scrivere questo comunicato vogliamo porre l’attenzione su un concetto fondamentale: troppo spesso l’uomo, nel proprio agire, smarrisce la retta via perdendo di vista i due valori principali che dovrebbero animarlo e cioè “la memoria della propria storia” ed “il buon senso delle proprie affermazioni”.

Ci spiace dover constatare come a questo stato di cose non faccia eccezione il capogruppo del PD, Mauro Paci, con le dichiarazioni rese alla testata Sambenedetto Oggi nell’articolo intitolato “Il PD a CITTA’ ATTIVA: più dialogo con le altre opposizioni”.

Non è nel nostro stile alimentare polemiche. Uno stile, il nostro, caratterizzato da sobrietà, umiltà e decisioni ponderate. Tuttavia dobbiamo considerare che bisogna certamente aver smarrito la memoria della propria storia ed il buon senso per rilasciare affermazioni del tipo “Città Attiva deve chiarire la propria posizione”. E’ stato usato il verbo dovere! Cioè, secondo Mauro Paci, noi avremmo il dovere di spiegare al PD quali sono i nostri intendimenti in merito a come intendiamo condurre il nostro ruolo di opposizione?

Evidentemente è  stato smarrito il lume della ragione...

Un dovere l’abbiamo certamente e lo teniamo sempre davanti a noi come la stella polare che guida il nostro operato: rendere conto delle nostre azioni a chi ci ha permesso di essere dove siamo, a chi ha reso possibile il miracolo di CITTA’ ATTIVA, al nostro ELETTORATO e a chiunque condivida le nostre posizioni, e non alle altre forze politiche. I fatti degli ultimi 12 mesi dicono che non è certo mancata da parte nostra la collaborazione con le altre componenti della minoranza e per quanto ci riguarda riteniamo di essere già una alternativa credibile all’attuale amministrazione, probabilmente la stessa cosa non ritiene per la sua parte il Consigliere Paci.

Si è detto che noi avremmo “un atteggiamento autarchico, autosufficiente e da primi della classe”: niente di più falso e gratuito.

Forse primi della classe lo siamo, ma certamente non in arroganza e superficialità come certi tipi di giudizi vorrebbero far trasparire; noi amiamo primeggiare in umiltà, raziocinio, ponderazione delle scelte, nell’onestà e nell’avere “la testa sulle spalle”.

Per quanto ci riguarda poi non esiste diffidenza precostituita verso alcun partito politico ma al contrario verso tutte quelle persone che hanno avuto modo di amministrare la nostra Città per anni, a nostro avviso in maniera inadeguata, tanto a destra quanto a sinistra, senza eccezioni.

Siamo diffidenti nei confronti di chi, al momento delle elezioni si divide in due liste per ragioni di poltrona. Siamo diffidenti verso coloro che portano avanti una unità di facciata, ma impiegano due anni e mezzo per eleggere un coordinatore. Siamo diffidenti verso coloro che parlano di rinnovamento, pur essendo consapevoli che poi le decisioni vengono prese sempre dagli stessi decani della politica. Siamo diffidenti verso chi continua ad intendere la politica in maniera clientelare, con trame da sottobosco. Siamo diffidenti nei confronti di chi si adopera soltanto per la continuità del potere e non per le reali esigenze dei Cittadini. Chi ci accusa dovrebbe prestare attenzione a non scambiare la nostra coesione ed unità di intenti per “atteggiamento autarchico ed autosufficiente”.

La nostra è e rimane una opposizione alla CATTIVA amministrazione Di Salvatore e non allo schieramento politico di appartenenza, perché riteniamo che le persone contino molto più delle sigle. Ci rendiamo conto, tuttavia, che per chi viene da una militanza politica più o meno lunga tali concetti sono duri da digerire.

Noi non ci definiamo autosufficienti, ma i numeri dicono, e di questo dobbiamo ringraziare soltanto i nostri Elettori, che Città Attiva è la principale forza di minoranza e questo non è un atteggiarsi, questo è un DATO DI FATTO.  
 
Astenersi durante una votazione non significa essere a favore. Noi siamo soliti, perché  così è giusto che sia, ragionare in termini di interesse per la Città e non di colore politico per cui se riteniamo che  un atto vada in questa direzione, ma che si sarebbe potuto operare meglio, proponiamo i nostri rilievi che un’amministrazione avveduta, come non è quella in carica, dovrebbe recepire e non votiamo contro per partito preso.

Sull’operato di Alduino Tommolini quale Presidente della Commissione di Controllo e Garanzia vogliamo dire che non è un mistero che sotto la sua presidenza la Commissione ha lavorato per la prima volta nella sua storia. Non è un mistero che, grazie alle unanimemente riconosciute doti di mediazione e di moderazione del suo presidente, la commissione sia riuscita ad occuparsi di una tematica scottante come quella dei rifiuti ed a produrre un documento finale, una “Relazione Consuntiva”, unanimemente condivisa da tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione, caso unico nella storia politica comunale amministrativa. E di certo l’opera della commissione continuerà nell’analisi della rispondenza dell’azione amministrativa alle linee tracciate dal Consiglio Comunale.

Per quanto riguarda l’operato di Andrea D’Ambrosio, quale rappresentante presso l’Unione dei Comuni, se la memoria non c’inganna, Andrea è stato eletto in seguito alle dimissioni dello stesso Mauro Paci e non ci risulta che il Sig. Paci ci abbia mai fornito un resoconto delle attività da lui svolte presso l’Unione dei Comuni all’epoca del suo mandato.  

Alla luce di tutto questo, di questi fatti perché con la forza dei fatti abbiamo voluto rispondere alle parole proferite nei nostri confronti, non ci sentiamo di accettare lezioni di politica da chi ha già avuto la possibilità di amministrare la nostra Città con i risultati che tutti possono vedere davanti ai propri occhi: anni di scelte sbagliate, di treni persi, di lotte intestine per il potere all’interno delle stesse maggioranze, la riduzione allo stato di decadenza e di ultimo della classe del nostro beneamato Paese.

Viene proprio da dire “da quale pulpito…”.

E questo, tanto per concludere, è un altro dato di fatto incontrovertibile.
 

Il Comitato Esecutivo di Città Attiva
 

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In questi giorni si è discusso molto del rapporto costi/benefici derivanti dall'affidamento della pubblica illuminazione alla Publiluce e si è analizzata in tutti i dettagli la relazione scaturita da una valutazione (a posteriori) di congruità della convenzione.
A pagina 13, il documento recita che la Cooperativa incaricata nel 2005 della pulizia dei globi fu liquidata con complessivi 13.440 Euro, quindi circa 14 Euro per ogni lampione e si evidenzia che furono usate delle semplici scale mentre oggi sicuramente il costo risulterebbe superiore: "un'offerta di non meno di 25 Euro a corpo illuminante per un totale di ben 82.400 Euro + IVA, per un complessivo di poco meno di 100.000 Euro". Includendo tra i lampioni da pulire anche quelli stradali alti, per i quali ancora ci chiediamo quale tipo di pulizia sia richiesta considerando che la plafoniera, se corrisponde al vero che si dovranno cambiare le lampadine (che in altri comuni durano minimo 4 anni) almeno ogni 2 anni, si spolvera in quella occasione e considerando che la cifra indicata è quella del prezziario massimo regionale e che quindi nessun Ente paga in quanto è sufficiente bandire una gara (procedura a quanto pare poco usata nel nostro sventurato Comune) per ottenere prezzi sensibilmente migliori.
 
Ebbene, sembra che i mezzi messi a disposizione della Publiluce per effettuare la pulizia dei globi siano di tutt'altro spessore rispetto al 2005.
Infatti, comi si evince dalla foto seguente, sono stati utilizzati una scala, due secchi ed una spugna.

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